CERVELLO MENTE E DROGHE

droghe

Il cervello funziona attraverso l’utilizzo di una serie di sistemi interni ben integrati tra loro e molto complessi che ne regolano il normale funzionamento sotto vari aspetti. Questi sistemi sono particolarmente sensibili alla presenza di sostanze stupefacenti:

  • il sistema dopaminergico che é coinvolto nel controllo di funzioni fondamentali per il comportamento emozionale, quali il raggiungimento di un obiettivo, le motivazioni, l’attenzione, l’apprendimento e la gratificazione, ma anche i movimenti volontari e la loro pianificazione;
  • il sistema serotoninergico che riveste un ruolo importante nella regolazione dell’umore, nel controllo dell’appetito, del sonno, dell’attivazione psicofisica e del dolore;
  • il sistema noradrenergico che svolge un’importante funzione nella regolazione delle risposte comportamentali e del sistema nervoso autonomo verso stimoli ambientali potenzialmente pericolosi;
  • il sistema GABAergico responsabile della regolazione dell’eccitabilità neuronale in tutto il sistema nervoso;
  • il sistema delle endorfine, neurotrasmettitori dotati di proprietà analgesiche;
  • il sistema degli endocannabinoidi coinvolto in un gran numero di processi fisiologici, tra i quali il controllo motorio, la memoria e l’apprendimento, la percezione del dolore, la regolazione dell’equilibrio energetico, la regolazione comportamentale di assunzione di cibo.

Effetti delle droghe 

Le droghe sono in grado di modificare fortemente questi sistemi e la continua iperstimolazione può causare una profonda trasformazione sia della struttura, sia del loro fisiologico e regolare funzionamento. I cambiamenti cerebrali provocati dalle droghe possono essere duraturi e persistere anche dopo che se ne é cessato l’uso. Più precocemente si usano droghe e più facilmente si inducono alterazioni strutturali e funzionali che possono compromettere, anche in età adulta, l’intelligenza e le funzioni cognitive della persona.

L’utilizzo continuo di droghe, nonostante la consapevolezza delle conseguenze negative associate a questa condotta, é conseguenza di un’evidente perdita di controllo sul proprio comportamento. Gli individui con storia di uso cronico di sostanze psicoattive presentano infatti problemi di memoria, di attenzione, scarsa capacità di prendere le decisioni migliori e di frenare, o inibire, i comportamenti disadattivi.

Questi deficit sono secondari a compromissioni causate al cervello dalle droghe stesse. I circuiti cerebrali responsabili del giudizio, dell’apprendimento e della memoria iniziano a subire cambiamenti fisici di lunga durata.

Gli effetti della droga si verificano più o meno rapidamente (e dipendono dalla modalità di assunzione, in ordine di velocità: iniezione venosa, crack/freebase, sniffare, masticare foglie) e consistono principalmente in:

  1. Effetti psicotropi:
  • aumento dell’attenzione e della concentrazione;
  • riduzione del senso di fatica;
  • riduzione di sonno e fame;
  • senso di euforia.
  1. Effetti fisiologici:
  • contrazione dei vasi sanguigni;
  • dilatazione delle pupille (midriasi);
  • aumento della temperatura corporea, del ritmo cardiaco e della pressione arteriosa;
  • blocco del riassorbimento della dopamina nelle sinapsi.
  1. Effetti a lungo termine:
  • depressione, ansia, irritabilità, paranoia, insonnia e psicosi;
  • perdita di peso;
  • rottura del setto nasale (via intranasale) con assunzioni per lunghi periodi di tempo.
  1. Sintomi di overdose:
  • agitazione, ostilià, allucinazioni, convulsioni, ipertermia, infarto, paralisi muscolare e respiratoria, morte.

Gli effetti delle droghe sul SNC interessano le funzioni cognitive ed affettive oltre che gli impulsi fisiologici come la fame, la sete, il sonno e il sesso.

Droghe e maturazione del cervello

L’esposizione alle droghe durante l’adolescenza, periodo in cui lo sviluppo dei neuroni é ancora in corso, può alterare i processi di maturazione del cervello. La maturazione cerebrale comporta una modulazione continua delle strutture e delle reti neurali (neuroplasticità) con una rimodellazione anche dei sistemi neurobiologici della gratificazione e del controllo degli impulsi ed un contemporaneo adattamento dei processi cognitivi e di apprendimento, che saranno fondamentali nel futuro per l’interpretazione della realtà, per poter affrontare i percorsi di vita e sviluppare la propria autonomia.

Il cervello comincia la sua maturazione acquisendo gli stimoli del mondo esterno a partire dalla nascita, ma completa tale processo tra i 20 e i 21 anni con importanti variabili individuali. Durante tutto questo processo le cellule cerebrali sono particolarmente sensibili e la loro fisiologia e naturale maturazione può venire facilmente alterata e deviata dai forti stimoli provenienti dall’esterno, quali per l’appunto quelli prodotti dalle droghe e dall’alcol.

Mentre le cellule cerebrali maturano e le relazioni tra esse si consolidano, la persona sviluppa sempre di più la sua personalità e il suo funzionamento mentale. Le alterazioni che queste sostanze sono in grado di provocare nel cervello degli adolescenti danneggiano importanti e delicati meccanismi neuropsichici all’interno di un sistema nervoso in piena maturazione, creando, oltre a documentabili danni fisici, anche il persistere di percezioni alterate del proprio essere e del mondo esterno, portando ad interpretare in modo distorto la realtà e le emozioni. Queste percezioni vengono memorizzate dall’individuo creando quindi una distorsione cognitiva che può permanere per moltissimo tempo se non addirittura per tutta la vita, condizionando il “sentire”, il “pensare”, il “volere” e, in ultima analisi, il proprio comportamento. Anche il funzionamento cognitivo dell’individuo, il suo grado di consapevolezza, la capacità di analizzare, riconoscere ed affrontare i problemi della vita, la motivazione verso i normali obiettivi quotidiani, i processi di apprendimento oltre che il quoziente intellettivo, subiranno delle alterazioni.

Attraverso le neuro immagini é emerso che l’uso prolungato di sostanze psicoattive provoca un’alterazione del volume di sostanza grigia (che sembra corrispondere ad una compromissione del funzionamento neuropsicologico) e danneggia la sostanza bianca (rallentando quindi la comunicazione neuronale). Si può verificare quindi un invecchiamento precoce del cervello con sintomi simili alle demenze presenti nelle persone anziane (demenza di Alzheimer), sindromi neurologiche, malattie cerebrovascolari ed un aumentato rischio di ischemie ed emorragie cerebrali.

I danni quindi che queste sostanze sono in grado di produrre nel cervello di ragazzi e adolescenti, si parla quindi della fascia d’età di popolazione che ci preoccupa di più, scardinano importanti e delicati sistemi neuropsicologici all’interno di un sistema cerebrale in piena maturazione, creando un persistere di percezioni alterate del proprio essere e del mondo esterno.

 

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